Il danno esistenziale
Nel
corso degli ultimi anni è stato introdotto dalla Giurisprudenza il
concetto di danno esistenziale. Sono numerose, in proposito, le sentenze della
Corte di Cassazione che hanno introdotto il risarcimento non solo dei danni
"tradizionali", ma anche del danno esistenziale derivante da una
rinuncia forzata allo svolgimento
di attività non remunerative, fonte di compiacimento o benessere per
il danneggiato, ma non causata da una compromissione dell'integrità
psicofisica.
Ci sono alcune differenze fondamentali che consentono di distinguere il danno
esistenziale dalle altre tipologie di danno.
Soprattutto a riguardo dell'ultimo punto, consultare la sentenza della Corte di Cassazione n.7713 del 7/6/2000
Il danno esistenziale va a coprire qualsiasi danno che l'individuo abbia subito alle attività realizzatrici della propria persona. Di pochi mesi fa è la Sentenza della Corte di Cassazione che stabiliva l'esistenza del danno esistenziale per la ragazza che aveva riportato sulle gambe cicatrici che non le avrebbero più consentito di indossare una minigonna. La ragazza sarebbe sempre stata limitata nell'espressione della propria femminilità.
Si
parla di danno esistenziale anche quando, ad esempio, nel caso del cd. danno
alla vita di relazione. Infatti, se le compromissioni di carattere relazionale
costituiscono uno specifico versante dei possibili riflessi negativi di ordine
esistenziale provocati dallillecito, allora solo quando questultimo
integri una lesione alla salute, tale voce di danno sarà convogliabile
nel danno biologico, diversamente costituirà una componente del danno
esistenziale come nel famoso caso
Locri. Interessante anche l'applicazione del danno esistenziale al mobbing.
Sono fondamentalmente due le critiche mosse al concetto di danno esistenziale