M.O.B. - man Over Board
Misure d'emergenza in caso di caduta accidentale in acqua
(tratto da Sicurezzainmare.com)

Come deve comportarsi il soggetto
L'immersione improvvisa nell'acqua fredda può indurre ad una respirazione affannosa e incontrollata, con conseguente arresto cardiaco ed altre condizioni psico-fisiche, che conducono all'annegamento.
E' per questo che bisogna indossare sempre e preventivamente un giubbotto galleggiante, in quanto ci aiuterà a sopravvivere più a lungo in acqua. L'esito del recupero è dato in gran parte dal tempo che impiegheranno i soccorritori a localizzarvi. Di seguito sono riportati alcuni consigli utili:
  • Indossate sempre il vostro giubbotto galleggiante
  • Tenete il vostro abbigliamento indosso e ben abbottonato.
  • Coprite la testa con un berretto di lana, oppure nel caso non lo abbiate indosso, tenete il più possibile la testa fuori dall'acqua. Il 50% della perdita del calore corporeo avviene attraverso la testa.
  • Assumete la posizione ( H.E.L.P.) Heat Escape Lessening Posture. (Posizione per ridurre la dispersione del calore corporeo).
Lo schema a lato tiene presente di un naufrago che ha potuto adottatare le misure di sicurezza sopra elencate, le ore di permanenza e la temperatura dell'acqua.
È da notare come la "Danger Zone" sia molto ampia. La "Zona di Pericolo" interessa temperature dell'acqua che variano da O° ai 21° C. ed oltre.
Nel Mare Mediterraneo, la temperatura dell'acqua varia tra i 10° e 17° C. per la maggior parte dell'anno, con temperature superiori ai 20° solo nei mesi estivi.

Orientamenti d’aiuto nel trattamento di una persona colpita da Ipotermia
Nella situazione in cui una persona cada accidentalmente fuori bordo il resto dell’equipaggio deve mettere in pratica il recupero che va eseguito nel più breve tempo possibile, ma ciò che sarà molto importante è la soluzione al problema dello shock ipotermico.
Se l'acqua è fredda e la persona è stata immersa per un lungo periodo, occorre preservare la vittima dal suddetto rischio. I danni principali da immersione sono causati principalmente dalla densità dell’acqua, e dalla sua capacità di far disperdere il calore corporeo (26 volte maggiore rispetto all’aria). La densità dell’acqua simile a quella del sangue, (formato da acqua per l'82%) determinerà un afflusso minore del sangue verso le gambe, il sangue tornerà al tronco, ed in particolare al cuore. Ciò avviene poiché il cuore come “stazione di pompaggio” fatica a spingere il sangue verso le estremità del corpo, poiché la pressione dell’acqua (verso le gambe immerse), è maggiore che sulla superficie stessa. Questa condizione determina un aumento della produzione sanguigna, con conseguente invio di sangue pompato agli organi vitali come cervello e reni, determinando una maggiore produzione di liquidi come l’urina e la necessità fisiologica di espellerla (una sensazione familiare ad ogni nuotatore).
Per cui, se una persona resta immersa per un periodo abbastanza lungo da produrre e perdere una gran quantità d’urina, quando sarà sollevato dall'acqua il volume del sangue totale sarà immediatamente insufficiente. La posizione eretta durante e dopo il recupero farà defluire il sangue nuovamente e più velocemente alle gambe. A questo punto il volume di sangue disponibile sarà insufficiente (Ipovolemia) per gli organi vitali come il cervello. Oltretutto fuori dell’acqua non ci sarà più resistenza al deflusso sanguigno, dovuto alla densità dell’acqua, perciò è imperativo che la persona recuperata resti in posizione orizzontale, ciò vale anche per le operazioni di recupero.
Dovremo trattare un naufrago molto disidratato, con una quantità di sangue in circolo insufficiente. Se l'acqua è fredda la perdita di calore è molto rapida. Il corpo risponde comprimendo i vasi sanguigni, la compressione di vene e arterie aumentano l'effetto della produzione cardiaca, il cuore pompa più energicamente per superare tale resistenza, con il risultato di aumentare la necessità d’ossigeno. E quando ciò non avviene, può subentrare l’arresto cardiaco. Purtroppo questa condizione è responsabile delle molte morti che avvengono dopo il recupero.

Effettuato il recupero e il riscaldamento della persona, la temperatura corporea aumenta, così sebbene la vittima dica di sentirsi bene, fatelo restare al caldo ed in posizione orizzontale il più a lungo possibile. Difatti è dopo aver riscaldato la persona che comincia il rischio più serio dovuto ad una caduta in pressione arteriosa causata dal volume di sangue ridotto il quale deve riempire i vasi sanguigni dopo la loro dilatazione, dovuta al riscaldamento. Questa condizione può determinarsi dopo 10-20 min. dal recupero.
Mantenere la persona in posizione orizzontale con la testa giù, sollevando le gambe per ridurre quest’effetto. L’ipotermia subentra quando la temperatura del corpo scende sotto i 35 gradi C. e ciò avviene molto rapidamente per una persona immersa nell'acqua. Inoltre se la temperatura corporea scende rapidamente, come concausa la vittima potrebbe avere un arresto cardiaco, ma solitamente la persona muore prima per altre cause dovute a movimenti scoordinati che impediranno al naufrago di nuotare, e conseguente annegamento. Se l'acqua è molto fredda, un'immersione improvvisa può causare un forte shock con arresto cardiaco. In condizione d’annegamento, il naufrago cessa di respirare, il polso sarà molto debole e difficile da sentire, tuttavia il cervello potrà ricevere ancora sangue seppur debolmente, e parzialmente protetto dalla mancanza d’ossigeno, poichè raffreddato dall’acqua. Per cui è molto importante una volta recuperato il naufrago, accertarsi della sua morte o presunta tale.

In primo luogo la persona va tenuta in posizione orizzontale, quindi attiviamo la procedura di rianimazione nei modi che seguono:
elenchiamo i primi orientamenti d’aiuto, per chi deve trattare una persona recuperata colpita da ipotermia, nell’attesa di ricevere i soccorsi medici. È molto importante ricordare che una persona colpita seriamente da ipotermia sembrerà morta.
L'esame principale dovrebbe contare sul Primo principio d’Aiuto A, B, C, Via aerea, Respirazione e Circolazione.
Prendete il necessario per eseguire la respirazione artificiale bocca a bocca con cadenza normale, immediatamente dopo continuate con le misure successive.
La condizione d’iperventilazione può causare alla vittima confusione mentale e comportamenti irrazionali.
Ponete la vittima in posizione orizzontale evitate di spostarlo bruscamente e non stimolatelo in alcun modo. Non lasciate che cammini o si muova. La morte improvvisa anche se il paziente è moderatamente ipotermico può essere causata dall’uscita rapida dall’acqua e dalla pressione del sangue bassa.
Portatelo immediatamente al riparo dal vento e se possibile ricoveratelo in una cabina. Levategli i vestiti bagnati e mettete la vittima in un sacco a pelo con borse o bottiglie d’acqua calda, copritelo ulteriormente con coperte di lana o pile. Coprite la testa con un berretto di lana, poichè la perdita del calore dalla testa è considerevole. La volontà del paziente di riscaldarsi spontaneamente, è maggiore se è ben isolato. Nota: è assolutamente falso che la lana, cotone o alcuni tessuti tecnici sintetici bagnati mantengono la maggior parte delle loro proprietà dall’isolamento termico. Anche le coperte a barriera raggiante, o “coperte spaziali” non irradiano in modo efficace energia, ma si comportano solamente come una barriera di riparo dal vento.
La vittima potrebbe essere disidratata il che ridurrà la sua abilità di riscaldarsi. Somministrategli dei liquidi caldi es. brodo, o bibite sportive ad alto contenuto di zuccheri, evitate assolutamente superalcolici o prodotti contenenti caffeina, lo indurrebbero ad orinare, disidratandolo ulteriormente. Nel caso lo tolleri dategli del cibo.
Usate borse o bottiglie d’acqua calda, prestando attenzione a non scottare la vittima, disponetele sotto le ascelle, all’inguine e vicino la testa. Nota: sdraiarsi accanto alla vittima cercando di riscaldarlo con il proprio corpo è alquanto discutibile.
Lasciate che la vittima orini ma in posizione orizzontale, la vittima potrebbe svenire orinando in piedi.
Strofinare vigorosamente le estremità non aiuta a migliorare il calore generato spontaneamente dal corpo, anzi potrebbe causare dei crampi muscolari con conseguente re-invio di sangue freddo al cuore.
Nel caso vi sia presenza medica a bordo l'uso di fluidi endovenosi e scaldati, se somministrati, dovrebbe essere una soluzione fisiologica come normale salino, o "Soluzione Ringer's lattato" (sebbene il secondo andrebbe evitato nel caso d’Ipotermia severa).
Infine non fate alzare la vittima prima di avere consultato un medico.