Tempi
duri per i ciclisti in Belgio. L'Associazione Sostenitori Amici Polizia
Stradale riporta un grave problema sollevato dagli esperti del settore
"Point d'Appui Mobilité et Travaux publics, Rail et Sécurité routière"
relativo alla sicurezza dei ciclisti nelle strade belghe. L'inchiesta
ha messo in evidenza i benefici che le rotonde stradali hanno portato
in termini di scorrevolezza della circolazione e di sicurezza per tutte
le categorie di utenti, ad eccezione dei ciclisti. Ovviamente le numerose
associazioni delle due ruote ecologiche sono insorte di fronte a questa
minaccia per l'incolumità dei ciclisti.
"Point d'Appui", ha quindi analizzato tutto ciò che accade in
90 rotonde selezionate nei centri urbani scoprendo che i ciclisti risultano
coinvolti in un incidente su tre e che nelle rotonde ad una sola corsia
si raggiungono punte del 27%. Purtroppo questi dati si inseriscono in
una sostanziale recrudescenza della sinistrosità che coinvolge proprio
questa categoria debole, arrivando a rappresentare, in termini di morti
e feriti, il 46% del totale. Da segnalare poi che la crescita del dato
è legata ad un determinato tipo di rotonda, ovvero quello in cui la pista
ciclabile è posizionata lungo la carreggiata, dove i ciclisti rimasti
feriti sono in crescita del 93%, mentre sugli altri tipi di viabilità
la crescita è meno pronunciata.
Naturalmente quando si incrociano veicoli e biciclette a rimetterci sono
sempre le due ruote, come più volte segnalato anche dall'Asaps: al momento
in cui una bicicletta si immette nella rotonda e deve percorrerne un tratto
fino ad una delle sue uscite, dovrà spostarsi al suo interno non mantenendo
il margine più esterno, esponendosi in questo caso ai veicoli che incroceranno
la sua rotta, oppure provando a tenere comunque la destra e finendo per
ingannare chi ritiene tale condotta di guida preludio di un svolta, e
che poi invece non avviene per cui se lo trova davanti e finisce con l'investirlo.
"La sicurezza dei ciclisti è sacrificata a quella degli altri utenti",
ha detto al settimanale 'Sur', Patrick D'Haese, presidente dell'associazione
Fietsersbond, e conferma ciò che all'Asaps denunciano da tempo. Secondo
il sodalizio italiano la soluzione è semplice: o si realizzano piste ciclabili
che proteggano la corsia ciclabile e non rendano ibrida la circolazione,
o si realizzano sotto o sovrappassi per evitare di essere uccisi. A chi
obietta che si tratta di soluzioni costose, l'Asaps risponde che pagare
un prezzo più alto per la sicurezza dei ciclisti, vale la pena, e che
una maggiore attenzione e rispetto reciproci non farebbero male. |