È
una sentenza della Suprema Corte a rimettere in discussione le responsabilitą
della sicurezza delle strade. In particolare, in caso d'incidente sarą
l'ente proprietario della strada ad essere responsabile per i danni provocati
dal guard rail. A stabilirlo č la sentenza 6537/2011
della Corte di cassazione che pone fine al ricorso dei
parenti di un motociclista rimasto ucciso dopo essere finito contro un
guard rail.
Nei primi due gradi di giudizio la richiesta di risarcimento era stata
respinta. Ora la terza sezione civile della Cassazione ha ribaltato i
due precedenti verdetti accogliendo i motivi di ricorso proposti dai parenti.
Questa sentenza s'inserisce nel filone aperto nel 2008 che trasferisce
idealmente la responsabilitą dal "custode" della strada a l'ente proprietario.
In altre parole si presuppone che l'Anas sia in grado di esercitare «(sulle
strade ndr) un potere di sorveglianza, modificarne lo stato e di escludere
che altri vi apportino modifiche». La responsabilitą scatta quando si
accerta che il danno č dovuto a un'anomalia della strada o degli «strumenti
di protezione della stessa».
In sintesi: la responsabilitą ricade sugli «enti
pubblici proprietari di strade aperte al pubblico transito, in riferimento
alle situazioni di pericolo immanentemente connesse alla struttura o alle
pertinenze della strada, indipendentemente dalla sua estensione».
Un bel cambio di
prospettiva che speriamo porti - ora che di mezzo oltre alla responsabilitą
morale c'č anche quella penale ed economica - a rapportarsi in modo differente
alla sicurezza stradale fin dal modo in cui vengono concepite e progettate
le protezioni.
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