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Via
libera del governo al decreto legislativo correttivo del Testo Unico sulla
sicurezza sul lavoro. "Ci muoviamo nell'ambito della legge del governo
Prodi, non fuori da essa e, dunque, coloro che hanno condiviso la legge
Prodi non possono dire che facciamo una liberalizzazione o una deregulation
della sicurezza", ha affermato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi,
illustrando lo scorso marzo le novità dello schema approvato dal Cdm.
"Si tratta di un testo che considero aperto, com'è ovvio che sia,
se pensiamo alla rilevanza dei pareri che devono venire dalla Conferenza
Stato/Regioni e dalle commissioni parlamentari. Tutte le modifiche saranno
fatte all'interno della delega approvata dal governo Prodi: una delega
che io non ho votato, ma che non metto in discussione perché questo esecutivo
ha deciso di porsi in continuità con essa".
Vediamo le principali novità introdotte dallo schema approvato.
Razionalizzazione delle sanzioni penali
e amministrative
Con l'obiettivo di assicurare una migliore corrispondenza tra infrazioni
e sanzioni, si favorisce l'utilizzo di procedure di estinzione dei reati
e degli illeciti amministrativi mediante regolarizzazione da parte del
soggetto inadempiente. Così la prescrizione obbligatoria, per la messa
in sicurezza degli ambienti di lavoro, viene estesa ai reati puniti con
la sola ammenda e un analogo istituto viene introdotto per le violazioni
punite con sanzione pecuniaria amministrativa. La sanzione penale, invece,
è riservata alle sole inadempienze sostanziali e non a quelle formali
(come la trasmissione di documentazione, notifiche etc). L'arresto del
datore di lavoro, senza possibilità di pena sostitutiva pecunaria, viene
mantenuto solamente per il caso di omessa valutazione del rischio nelle
aziende ad alto tasso di pericolosità.
Entità delle sanzioni
Viene introdotta
una rivisitazione dell'importo da corrispondere. Le ammende e le sanzioni
vengono correlate all'aumento dei prezzi al consumo (base Istat), dal
1994 ad oggi. Il governo ha stabilito una maggiorazione del 50% rispetto
a quanto indicato nella 626/94.
Rivisitazione del potere di sospensione
dell'impresa
La chiusura di un'impresa rimane una procedura straordinaria
che si aggiunge alle sanzioni per lavoro nero o per violazioni in materia
di salute e sicurezza. Il parametro per la sospensione adottato nel decreto
81/08 (T.U. varato dal governo Prodi), di "reiterazione" viene sostituito
con quello di "violazione plurime", che consente la sospensione fin dal
primo accesso ispettivo. Allo scopo di rafforzare la cogenza del meccanismo,
viene eliminata qualsiasi discrezionalità dell'organo di vigilanza nell'applicazione
della norma. Alle microimprese (che occupano un solo lavoratore) si applicano
le sole sanzioni "ordinarie", senza obbligo di chiusura.
Valorizzazione del ruolo degli enti bilaterali
e delle università
Lo schema di decreto
individua nella bilateralità e nelle università gli strumenti di ausilio
alle imprese e ai lavoratori per il corretto adempimento degli obblighi,
ad esempio attraverso la certificazione dei modelli di organizzazione
della sicurezza in azienda.
Integrazione tra le attività di INAIL e
Ssn
Viene valorizzato il ruolo dell'INAIL soprattutto per quel che riguarda
la riabilitazione delle vittime di infortuni sul lavoro. |