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Lesioni muscolari, indicazioni di base È bene conoscere uno dei più frequenti traumi sportivi |
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| tratto da Webnutrition.it | |
Nell’ambito
della traumatologia sportiva le lesioni muscolari interessano una percentuale
superiore al 30% e possono coinvolgere sia l’atleta professionista sia
lo sportivo amatoriale. Per questa ragione è fondamentale eseguire gli
esercizi in modo corretto e controllato, sempre preceduti da un'opportuna
fase di riscaldamento. I muscoli costituiscono un sistema estremamente
complesso e organizzato, all’interno del quale l’unità fondamentale è
rappresentata dalla fibrocellula muscolare striata. Gruppi di miofibre
si organizzano a costituire i “fascicoli” che a loro volta si aggregano
a formare il ventre muscolare. Nel muscolo striato ci sono due tipi di
fibre: a contrazione lenta (di I tipo o rosse ) che intervengono nelle
specialità di resistenza, a contrazione rapida (di II tipo o bianche)
più adatte alle attività che richiedono potenza. Diverse sono le cause
che possono facilitare il verificarsi di una lesione muscolare: un riscaldamento
insufficiente, un allenamento troppo faticoso, una lesione precedente
che ha portato come conseguenza una minor resistenza del muscolo stesso,
un freddo eccessivo. Le lesioni possono essere differenziate in acute,
subacute e croniche. Quelle acute si dividono in dirette (contusioni)
e indirette (elongazioni e distrazioni).
Tutte queste situazioni necessitano di un attento esame obiettivo da parte del medico che in relazione al tipo di lesione sceglierà anche la forma di riabilitazione più adatta per l’atleta. É infatti necessario un periodo di astensione dall’attività sportiva più meno lungo, una ripresa graduale e talvolta il ricorso all’ausilio di terapie fisiche come laser e ultrasuoni. Solo un programma di riabilitazione attanto e scrupoloso, infatti, permette sia di ridurre i tempi di recupero sia di evitare fastidiosi danni permanenti. |
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