La patente a punti compie cinque anni, ma nonostante la giovane età la
sua capacità di diminuire incidenti morti e feriti si è esaurita e oggi
si studia come replicare questa geniale trovata. Dal 2003 al 2006 gli
incidenti sono diminuiti complessivamente del 10,3%, i morti del 18,8%
con 1.311 vittime in meno, mentre i feriti del 12%. Ma va detto che le
percentuali sono decrescenti sia nel 2005 che nel 2006, rispetto al 2003
e 2004. Inutile negare insomma che nel 2006 la percentuale di diminuzione
dei sinistri e feriti si è quasi azzerata, mentre quella dei morti si
è dimezzata, passando da un meno 5 percento a meno 2,6 percento. Ecco
perché la patente a punti è partita benissimo per poi esaurire i suoi
effetti. Il metro di giudizio infatti non può essere il numero dei punti
sottratti, ma solo il suo effetto sulla effettiva riduzione di incidenti.
Così se da una parte le statistiche dimostrano che l'andamento dei punti
tolti viaggia costantemente a ritmi stabili di oltre 8 milioni l'anno,
e che dal 30 giugno 2003 al 30 aprile 2008 gli italiani ne hanno perso
39.682.148, non si può ignorare che nello stesso periodo i punti recuperati
sono stati 170 milioni. E che una marea di vecchietti, zii e nonni patentati
(ma senza auto) hanno ceduto parte del punteggio o tutta la patente a
nipoti o amici dal piede pesante. Per non parlare poi dell'ormai famoso
"mercato nero" on line della vendita dei punti. Secondo gli esperti dell'Asaps,
Associazione amici della polizia stradale, gran parte dell'efficacia di
questo sistema sanzionatorio è stata dovuta infatti al suo "effetto placebo",
alla sua capacità di incutere timore negli automobilisti per la possibilità
(teorica) di ridurre la loro mobilità. Non è un caso che persino prima
dell'1 luglio 2003, ossia dell'effettiva entrata in vigore della patente
a punti, da gennaio a giugno del 2003 ci sia stata una forte riduzione
di incidenti, morti e feriti: i numerosi annunci di giornali e televisioni
sull'arrivo della normativa hanno avuto, concretamente, effetto sul comportamento
degli automobilisti. E nel 2007? Ci si aspetta un ulteriore miglioramento
dei dati sugli incidenti, anche se mancano ancora le statistiche, ma stavolta
la patente a punti non c'entra. I benefici dovrebbero arrivare infatti
dalla legge 160 dell'ottobre scorso, che ha reso più severe le norme antialcol
e ha posto il divieto di vendita alle due di notte per i locali pubblici,
per non parlare poi del decreto legge 92 del 23 maggio scorso, quello
che sancisce la confisca dell'auto e prevede sanzioni più severe per chi
rifiuta l'esame con l'etilometro. Oltre che i maggiori controlli antialcol
e antivelocità con il Tutor. In sintesi la patente a punti ha esaurito
la sua efficacia ma ha indicato agli addetti ai lavori il metodo da seguire
nella battaglia per la riduzione degli incidenti stradali. |