Cinquecento
piccoli feriti arrivano ogni anno al pronto soccorso perché il 40% degli
automobilisti trentini non utilizza ancora il seggiolino o non aggancia
correttamente il bambino al sedile dell’auto. Le statistiche dicono che
in provincia si hanno da uno a tre decessi di bimbi all’anno per il mancato
uso del supporto di sicurezza. I dati sono stati resi noti durante la
presentazione della campagna «Se tieni al tuo bambino allaccialo
al seggiolino» da Alberto Betta, direttore igiene e sanità
pubblica dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari.
Moltissimi automobilisti con un bebè a bordo non usano ancora il seggiolino,
non sapendo che si può incappare in una multa molto salata: 86 euro oltre
alla decurtazione di 5 punti dalla patente. Il 63% degli incidenti automobilistici,
che coinvolge bambini, avvengono su strade urbane e, in tre casi su quattro,
si tratta d’auto private. «La principale giustificazione, utilizzata
dagli automobilisti con bambini a bordo e fermati senza le adeguate misure
di sicurezza, è quella di non allacciare il seggiolino se devono fare
un tragitto breve, come da casa alla scuola materna» - sottolinea
Loredana Pilara, vigilessa - «Nella maggior parte dei casi il seggiolino
viene agganciato solo per viaggi lunghi o se si parte per le ferie».
L’altra causa del mancato utilizzo del seggiolone è da ricercare nella
fretta, secondo Remo Andreolli, assessore provinciale alla Sanità: «In
questa generale corsa contro il tempo ci si dimentica di fare operazioni
che dovrebbero essere naturali ed automatiche». I bambini a bordo
della macchina che non vengono adeguatamente messi in sicurezza rischiano
di essere sbalzati fuori dal mezzo di trasporto o di sbattere la testa
contro il parabrezza, procurandosi un trauma cranico o, nei casi estremi,
anche il decesso.
Ci sono in commercio tre tipi differenti di seggiolino. Per il Codice
della Strada i bambini sino al metro e mezzo d’altezza sono obbligati
ad usare il sistema di ritenuta adeguato al peso del piccolo, e omologato
secondo la normativa ECE R44/03. I prezzi vanno dai 20 ai 100 euro a seconda
del modello e dei confort offerti. Da 0 a 13 kg (dalla nascita a circa
15 mesi) è consigliabile utilizzare l’apposita culla o «ovetto», che deve
essere posto in direzione contraria a quella di guida e fissato con l’ausilio
della cintura a tre punti. Dai 9 mesi ai quattro anni, sino ai 18 Kg,
è il modello a poltroncina quello più usato che viene rivolto in avanti
e fissato con cintura a cinque punti. L’ultimo modello è un cuscino di
plastica a rialzo per bambini da 3 a 12 anni (sino a 36 kg), che permette
d’alzare il bimbo in modo che la cintura attraversi il torace e non il
collo. La campagna di sensibilizzazione è iniziata nel 2004 in via sperimentale
dall’Apss in collaborazione con la Polizia Municipale nei comuni di Trento,
Mezzolombardo, Lavis e Pergine. «Tre anni fa il 30% degli automobilisti
con bambino non utilizzavano il seggiolino, grazie a quest’opera di repressione
e sensibilizzazione si è passati al 60%», ha concluso Betta. Nel
2005 i vigili urbani hanno iniziato a recarsi davanti alle scuole materne
e distribuire il materiale informativo a genitori automuniti. La seconda
fase è stata quella di tenere delle lezioni all’interno delle classi.
Con la terza fase i vigili sono passati dai fatti alle parole, infliggendo
multe ai trasgressori. Nei giorni finali della campagna, l’anno scorso
davanti alle scuole sono state date ben venticinque multe.
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